Parma, 4 marzo 2010 – “Abbiamo lavorato per affrontare i problemi e gestire questa fase difficile di transizione fra vecchio e nuovo ordinamento. E abbiamo fatto il possibile nella situazione data, con una riforma calata dall’alto e pesanti tagli, per garantire una programmazione adeguata”.
Non nasconde le difficoltà l’assessore provinciale alla scuola Giuseppe Romanini che ha portato ieri all’approvazione della Giunta provinciale l’atto di conversione delle scuole superiori.
“C’era un grande bisogno di riforma della scuola superiore – dice Romanini - ma non di questa riforma. Ci sono anche aspetti positivi, come la riduzione degli indirizzi, ma la logica del taglio economico-finanziario è troppo evidente e prevalente. I tagli costringeranno la scuola a erogare il minimo indispensabile quando invece serve investire. Abbiamo comunque operato con estrema serietà e raccolto le indicazioni delle scuole e dei territori. Nonostante i tempi ristrettissimi rendono impossibili significative modifiche nella programmazione 2010/2011,la delibera delinea già il percorso per un orizzonte temporale più largo”.
A Parma nasce l’unico liceo musicale e coreutico “sezione musicale” di tutta la Regione Emilia-Romagna in riconoscimento del valore del liceo sperimentale presente presso il Conservatorio Boito, e viene aggregato al Liceo Bertolucci. In città ci sarà la sede associata del Magnaghi, l’alberghiero di Salsomaggiore. Confluiscono nei nuovi licei delle “scienze applicate” i quinquenni scientifici tecnologici dell’ITI Berenini di Fidenza e dell’IT Giordani di Parma, nonché l’indirizzo biologico dell’ITSOS Gadda di Fornovo di Taro.
Vi sono inoltre nuovi elementi dell’offerta formativa – proposti in collaborazione con l’Usp e con le scuole superiori, Regione, Comunità Montane e Comuni - che potranno trovare concreta applicazione nella programmazione 2011/2012: il potenziamento del polo professionale dell’alta valle del Taro con un nuovo indirizzo “enogastronomico e ospitalità alberghiera” e la razionalizzazione del polo scolastico di Fornovo-Langhirano relativo all’Itsos Gadda.
“Il ritardo nella definizione delle norme da parte del governo ha compromesso di fatto il ruolo degli enti locali nella programmazione dell’offerta e della rete formativa. Malgrado ciò nella definizione di un programma di lavoro biennale si sono perseguiti obiettivi importanti. – spiega Romanini - Per la Provincia la crescita qualitativa della scuola è una priorità su cui abbiamo lavorato ed investito per avere poli di istruzione secondaria in ogni zona, un sistema di istruzione completo, rafforzando lo sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale e una maggior coerenza dei percorsi di formazione con gli sbocchi professionali e le caratteristiche del sistema produttivo territoriale. Non intendiamo rinunciare alla qualità e alla ricchezza del nostro sistema formativo. Per questo motivo, se la semplificazione in qualche caso non ha consentito di dare pienamente valore ad alcune sperimentazioni consolidate come la maxi-sperimentazione “Brocca” del liceo Marconi, la volontà è quella di proporne il recupero con l’attivazione, nel prossimo Piano, del nuovo indirizzo liceale delle Scienze Applicate”.
Uno specifico gruppo di lavoro sarà attivato dalla Provincia per fornire supporto alle autonomie scolastiche e raccogliere elementi per la definizione della programmazione 2011/2012.
Cosa prevede in sintesi la riforma (L. 133/2008):
Entro il 26 marzo (per la provincia di Parma circa 4000 alunni iscritti al primo anno delle superiori) di quest’anno le famiglie dovranno presentare le domande e con il 1° settembre saranno avviati i Nuovi licei, i Nuovi tecnici e i Nuovi professionali.
Si tratta di un riordino utile per la parte che pone fine alle moltissime sperimentazioni realizzate a partire dagli anni ’90 e che hanno dato luogo a un enorme frammentazione degli indirizzi (si pensi ai 204 degli istituti tecnici e ai 396 dei licei).
6 Licei, 2 Settori per gli Istituti Tecnici con 6 indirizzi, 2 Settori per i Professionali con 11 indirizzi.
Il numero delle ore di lezione si riduce in tutti gli indirizzi ed una significativa dose di flessibilità nel dosaggio delle discipline (20% nel biennio iniziale e nell’ultimo anno, 30% nel secondo biennio, e ancora di più, fino al 40%, negli istituti professionali). Dal 2010 in gran parte delle scuole superiori l’orario sarà di circa 32 ore settimanali anziché 36 non solo per il primo anno ma anche per tutti gli altri anni 2°-3°-4°