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I comunicati stampa della Provincia di Parma

Pomodoro: a Parma tutto il Nord Italia fa squadra
Accolte con favore le proposte del Distretto per affrontare il disaccoppiamento: regole condivise, denominazione di origine, controlli. Ferrari: “Filiera compatta di fronte alle sfide del futuro”. Rabboni: “Più forza al Distretto. Regione disponibile a farne un organismo interprofessionale”

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Parma, 30 giugno 2010 – Una squadra unita per affrontare le sfide del mercato e le liberalizzazioni alle porte. È la squadra del pomodoro da industria, che oggi ha visto tutte le realtà produttrici del nord Italia compattarsi su linee e intendimenti comuni. È accaduto oggi a Parma nel convegno “Pomodoro da industria. Le scelte per il futuro”, che si è tenuto alla Camera di commercio. Un convegno nazionale per il futuro del pomodoro, con tutte le realtà istituzionali, di produzione e di trasformazione del Nord Italia, alla vigilia di una scadenza fondamentale per il comparto: “Quest’anno si conclude la fase transitoria prevista dall’applicazione della nuova Organizzazione comune di mercato, e dal prossimo anno gli aiuti della Pac per gli agricoltori saranno completamente disaccoppiati. Siamo insomma di fronte a una sfida decisiva, davanti alla quale è fondamentale che la filiera si presenti compatta”, ha detto nella sua introduzione il presidente del Distretto del Pomodoro Pier Luigi Ferrari, vice presidente della Provincia di Parma, dopo i saluti d’apertura del presidente della Camera di Commercio Andrea Zanlari. Tante le sfide nell’immediato futuro del pomodoro, tante le questioni aperte: non ultima certo quella dell’importazione di pomodori per la trasformazione proveniente da Paesi terzi – come ha evidenziato il ministro Giancarlo Galan, assente per impegni istituzionali, in una comunicazione letta da Ferrari ai presenti -. Il dato diffuso in questi giorni sullo straordinario incremento di pomodori importati dalla Cina, il 173% in un anno, merita da parte nostra un supplemento di riflessione. Si tratterebbe di un quantitativo equivalente a circa il 10% della produzione di pomodoro fresco destinato alla trasformazione realizzata in Italia, che nel 2009 è stata pari a 5,73 miliardi di chili”.
Centrale nel corso dell’appuntamento, promosso dal Distretto del pomodoro da industria, l’intervento di Gabriele Canali, docente dell’Università del Sacro Cuore di Piacenza e consulente scientifico del Distretto, che ha presentato documenti e linee guida elaborati dal Distretto e volti proprio al futuro della filiera e al suo mantenimento anche dopo il 2011. Questi i punti chiave: Un sistema di regole condivise per le relazioni verticali nella filiera; la denominazione di origine della materia prima, obbligatoria per i prodotti trasformati; un sistema di controlli efficace, trasparente e omogeneo a livello Ue sulle importazioni”.
Da Canali anche la proposta-auspicio di arrivare a un ampliamento dell’esperienza del distretto, allargandola in sostanza a tutto il Nord Italia: L’opportunità, e forse la necessità, di una stabilizzazione, un rafforzamento, in una prospettiva chiaramente inter-regionale e interprofessionale, ma con le peculiarità del sistema distrettuale fino ad ora sperimentato”.
Novità importanti per il Distretto sono arrivate dall’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, intervenuto a conclusione di mattinata dopo che ampio assenso alle proposte emerse era stato manifestato dagli rappresentanti delle Regioni Piemonte, Lombardia e Veneto e dagli altri intervenuti. “Dalla Regione pieno sostegno all’iniziativa dell’Associazione del Distretto e alle indicazioni del professor Canali, tese ad assicurare una governance alla filiera. E anche una proposta: mettere a valore questa esperienza per incardinare sull’Associazione del distretto la funzione di organizzazione interprofessionale. Come? Abbiamo già una legge regionale, la 24 del 2000, che ci consente di riconoscere, se insieme lo decidiamo, il Distretto come organizzazione interprofessionale che guardi al Nord Italia, finalizzata a promuovere accordi quadro, attività di ricerca, studi di mercato e molto altro. Il percorso è semplice e i tempi sono brevi: basta una delibera della giunta regionale. Se tutti insieme lo vogliamo si può fare, e dare così una veste formale diversa a una realtà che potrà anche interloquire con altro peso con l’interprofessione nazionale. Questa è la nostra disponibilità, e se c’è la volontà di tutti ci mettiamo al lavoro subito”.
Numerosi gli intervenuti nel corso della mattinata. Tra gli altri Costantino Vaia, presidente Amitom, e i rappresentanti della filiera: per le organizzazioni dei produttori del Nord Italia Filippo Arata, presidente Ainpo, Gianni Brusatassi, presidente Asipo, Giampaolo Villani, presidente Pempacorer; per la trasformazione cooperativa Marco Protti, presidente Cio; per la trasformazione privata Giuseppe Rodolfi in rappresentanza dell’Unione Parmense degli Industriali, Marcello Mutti, Lorenzo Cempini, presidente Aiipa, Antonio Casana, direttore Solana Spa; per le organizzazioni professionali Mauro Tonello, presidente Coldiretti Regione Emilia Romagna, Mario Guidi della giunta nazionale Confagricoltura, Guido Baratta, presidente provinciale Cia.

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(da notizie.parma) - ultimo aggiornamento 22 luglio 2011

data di creazione: 30/06/2010
data di modifica: 30/06/2010
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immagini:


foto ad alta risoluzione (842Kb)


Rabboni (a destra) e Ferrari (1050Kb)


Un momento dell'incontro (968Kb)


la platea (1090Kb)

allegati:

comunicato da scaricare
(55Kb)
La relazione di Gabriele Canali
(4157Kb)
I documenti del Distretto/1
Regole condivise (122Kb)
I documenti del Distretto/2
Indicazione d'origine e controlli (113Kb)
La lettera del Ministro Galan
(35Kb)
mp3: intervista a Gabriele Canali
(2433Kb)
mp3: intervista a Tiberio Rabboni
(3764Kb)
mp3: conclusioni di Pier Luigi Ferrari
(1597Kb)

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