Parma, 13 aprile 2012 – “L’intesa sui precari che il Pdl agita spesso come panacea per i mali della scuola non ha risolto nulla né in Lombardia né in Veneto e nemmeno in Piemonte. Il tempo pieno purtroppo è diminuito ovunque per responsabilità dei Ministri Gelmini e Tremonti che con i tagli hanno ridotto anche il tempo scuola, le discipline, gli insegnanti, i bidelli, il personale amministrativo e le risorse economiche”.
Giuseppe Romanini, assessore provinciale alla scuola interviene sulla questione partita dall’appello dei genitori degli alunni della Newton, Albertelli, Fratelli Bandiera, Pezzani, Puccini, Sanvitale e Fra’ Salimbene, e poi ripresa da un esponente del Pdl.
“Per vedere il calo basta fare i conti giusti e guardare il numero delle prime e non il numero totale delle classi a tempo pieno – spiega Romanini – il boom ottenuto da questo modulo prima della riforma fa infatti registrare un aumento di classi dalle seconde alle quinte. Le 782 classi in più sono in realtà 600 prime a tempo pieno in meno”.
“ Alle famiglie giustamente preoccupate dico che lavoreremo per rispondere alle richieste e garantire i loro diritti, ma serve una inversione di tendenza nelle scelte del governo – osserva Romanini - Un primo segnale è arrivato dalla attribuzione dell’organico di diritto per il 2012/13 da parte del Ministero. Per la prima volta dopo tre anni terribili, si tiene conto dell’incremento demografico, e vengono assegnati 392 posti in più all’Emilia Romagna contro i 173 del Veneto, i 182 del Piemonte o i –349 della Sicilia. Non è certo l’organico funzionale che avremmo voluto – conclude Romanini - non è l’adeguamento sulla base dell’organico di fatto dell’anno precedente come avevamo chiesto, ma nemmeno la bieca riduzione di posti ai quali il Pdl aveva costretto il sistema scolastico negli anni passati. I famosi “tagli lineari” i cui danni difficilmente le famiglie potranno dimenticare anche se chi ne è stato artefice cerca ora di scaricare su altri il peso delle proprie responsabilità”.