| I comunicati stampa della Provincia di Parma |
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Grandin Temple: una storia d’autismo, una vita di successo
Nella sala Borri la conferenza della scienziata, professore presso l’università statale del Colorado
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Parma 4 luglio 2012 – “Quando mi dicono: mio figlio è andato al college grazie al suo libro, io provo soddisfazione e spero che quello che ho fatto possa cambiare un po’ il mondo per i bambini autistici”. Grandin Temple non ha tradito le aspettative, anzi se mai è possibile ascoltata dalla sua viva voce la sua storia è ancora più straordinaria. L’ha raccontata oggi all’incontro promosso da Provincia e Europass nella sala Borri, dalle sue difficoltà – “a due anni ancora non parlavo” - per arrivare alla costruzione della sua personalità e del suo sapere che l’ha portata a conseguire grandi successi professionali. Un intervento denso di elementi biografici per far capire alla platea che oggi l’ha ascoltata come funziona la sua mente, come ha imparato ad apprendere e grazie a chi, come è possibile trattare l’autismo. “Sono stata fortunata perché mia madre mi ha inserito in un programma che mi ha permesso di apprendere – ha detto la scienziata elencando tutti i “suoi” problemi: dall’elaborazione sensoriale a quelli uditivi, a quella parte, grande, del cervello piena di timore e pena, alla comunicazione e linguaggio, al modo di pensare per immagini. “E’ come se avessi una telecamera nella parte posteriore del cervello e un centro di elaborazione a cui arrivano i file visivi – ha spiegato Grandin Temple – Gli autistici sono bizzarri, strani, ma nascondono abilità. Con i bambini autistici l’importante è cominciare presto, a due o tre anni, e insegnare attraverso esempi specifici perché la mente autistica cerca sempre i piccoli profondi dettagli”.
Con Grandin Temple, accompagnata da Mo Salman suo assistente, c’era anche l’assessore provinciale Marcella Saccani. “ Lei ci insegna che una diversità può diventare un vantaggio, una scommessa di una dponna che riesce a diventare uno dei riferimenti ondiali nel settore della cura e dell’allevamento degli animali , mettendo in campo una competenza e una capacità straordinaria “
Temple Grandin : alcune note biografiche
Scienziata del comportamento animale, Temple Grandin ha dedicato la sua carriera al miglioramento delle condizioni nei grandi impianti di macellazione di mucche e suini per consumo umano. È una forte sostenitrice di una gestione più umana e ha progettato numerose innovazioni e soluzioni che riducono lo stress nel corso degli ultimi istanti di vita dell’animale. La sua missione è profondamente connessa con il suo autismo. Quando si rese conto che gli animali e le persone autistiche condividevano certi tratti, come l’affidarsi a indizi visivi per muoversi nell’ambiente, cominciò a riconsiderare il modo in cui il bestiame è gestito nell’industria della carne bovina e suina. Sin dai primi anni ’90 un gran numero di macelli americani hanno adottato i suoi progetti e le sue innovazioni, si sono uniformati alle linee guida sulla gestione “umana” di cui è autore per l’American Meat Institute. Grandin è nata nel 1947 a Boston, Massachusetts. Sua madre una scrittrice, cantante e attrice si dedicò a migliorare la vita di Grandin dopo la diagnosi di autismo. L’autismo è un disordine mentale, e quella di Grandin è una forma detta ad alto funzionamento. L’autismo colpisce le aree del cervello del pensiero diretto astratto, del linguaggio e dell’interazione sociale e Grandin manifestò i sintomi classici della sua condizione nei primi anni – parlava poco, non voleva essere abbracciata o toccata, tendeva a trasformare un comportamenti rabbiosi le provocazioni. Nei primi anni ’50, tuttavia, i bambini autistici erano diagnosticati in modo scorretto come disabili mentali e i medici spesso consigliavano l’internamento in istituti. I genitori di Grandin si sentirono dire che la loro figlia era handicappata mentale e di internarla.La madre, invece, la portò da un neurologo che propose un corso di terapia del linguaggio. Fu correttamente inserita in un programma e a casa la madre le leggeva costantemente. La famiglia fu anche in grado di permettersi un aiuto il cui compito era di giocare con Grandin e di impedirle di ritirarsi in un angolo, come preferiscono fare i bambini autistici. La madre cercò anche scuole private con personale comprensivo che volessero lavorare con sua figlia in modo speciale. Grandin diede risposta a questo intervento precoce uscendo dal suo guscio d’isolamento autistico e preparandosi un percorso per il suo successivo successo professionale…Grandin negli anni a seguire conseguì una laurea di primo livello in psicologia al Franklin Pierce College (1970) successivamente si laureò in zoologia all’Università Statale dell’ Arizona nel 1975 e completò poi il dottorato di ricerca in zoologia presso l’Università dell’Illinois del 1989
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data di creazione: 04/07/2012
data di modifica: 04/07/2012
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