Parma, 1 agosto 2012 – Una cerimonia accompagnata dal canto delle cicale ha salutato oggi in piazzale Rondani i 90anni delle Barricate, uno degli eventi che più di altri hanno segnato l’identità di Parma e del Parmense, una mobilitazione straordinaria di persone che insieme hanno respinto in queste stesse giornate d’agosto le squadre fasciste dalla città. Guido Picelli, eroico comandante degli Arditi del Popolo, portò alla vittoria le donne e gli uomini di ogni età che si trovarono compatti nell'affrontare gruppi ben armati con l'irriducibile forza di chi non ammette soprusi o autoritarismi.
“La storia scritta dal popolo, con le sue lotte, mantiene nel tempo il grande valore di rappresentare l'orgoglio di una comunità che si distingue per coscienza civile collettiva e per la difesa della libertà degli individui – ha detto l’assessore Ugo Danni in rappresentanza della Provincia e intervenuto dopo il sindaco Federico Pizzarotti - il debito di riconoscenza nei confronti di quel Popolo di Arditi è davvero molto alto e altrettanto alto deve essere l’impegno nostro, di rappresentanti delle istituzioni e cittadini perché quella storia e quell’identità non vada in alcun modo perduta”.
Danni ha anche ricordato Primo Savani, presidente della Provincia e dell’Anpi, che nel 1953, propose di ricordare all’interno della sala consigliare gli scioperi del 1908, le Barricate, la Resistenza, il lavoro operaio e contadino. Quel ciclo narrativo che lega il lavoro alle lotte operaie, alla resistenza al fascismo, lo dipinse un artista straordinario: Armando Pizzinato.
“Il racconto delle Barricate insieme all’eccidio di Bosco di Corniglio sono lì di fronte allo scranno della presidenza, in modo che chi eletto dal popolo, abbia ben presente la storia delle lotte di questa terra e chi la difese con la propria vita”.
Fu inizialmente lo sciopero indetto dall'Alleanza dei Lavoratori contro le violenze fasciste e l'indifferenza dello Stato verso di esse, all'origine della reazione violenta dei fascisti che si sostituirono allo Stato nella repressione dell'iniziativa. Fu così che Parma – come molte altre città in Italia - fu posta in stato d'assedio, ma qui accade un fatto unico: la popolazione gloriosa dell'Oltretorrente, del Naviglio e di altri quartieri rovesciò per le strade tutto ciò che poteva per impedire il passaggio e respingere gli assalti. I fascisti di Italo Balbo arretrarono e la città fu liberata da quell'attacco.
Presenti alla cerimonia autorità, cittadini e rappresentanti delle associazioni partigiane.