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I comunicati stampa della Provincia di Parma

2014: per il mercato del lavoro parmense un difficile bilancio
L’Osservatorio provinciale sul Mercato del Lavoro presenta i dati annuali. Il ritardo della ripresa economica a livello nazionale frena la positiva tendenza in atto a livello locale. Probabilmente hanno pesato anche gli effetti del maltempo e dell’alluvione.

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Parma, 12 marzo 2015 – Nel Parmense la crescita delle assunzioni, che pareva aver aperto spiragli di ripresa nel primo semestre 2014, si è interrotta ed addirittura invertita nel terzo e nel quarto trimestre 2014, dove probabilmente hanno pesato sul ritmo dell’attività economica gli effetti straordinari del maltempo e dell’alluvione.

L’attuale andamento del mercato del lavoro riflette la situazione di una crisi economica che non è ancora finita, neanche a Parma, come già aveva evidenziato il «Rapporto sull’economia di Parma nel 2014» della Camera di Commercio, presentato lo scorso 19 febbraio. Il ritardo della ripresa registrato da questi dati trova puntuali corrispondenze nei dati che presenta oggi l’OML alla Commissione provinciale di Concertazione sulla condizione del mercato del lavoro.
Le assunzioni nel quarto trimestre 2014 stanno calando nel «totale economia» ma stanno invece ancora fortunatamente crescendo nelle attività manifatturiere, soprattutto nei settori in cui è maggiore il contributo dell'internazionalizzazione commerciale: meccanica strumentale (impiantistica alimentare), industria alimentare e farmaceutica, anche se la crescita in valore dell'export è stata inferiore alle attese e alla media regionale.

“C’è da sperare che si facciano sentire presto gli effetti della nuova politica monetaria e delle riforme sulla domanda interna dell’Eurozona – ha rilevato Maurizio Vescovi, Consigliere provinciale Delegato a lavoro e Formazione professionale – perché il punto più debole è oggi rappresentato dalla perdurante stagnazione dei consumi, un fenomeno fuori dal controllo delle politiche locali, che sta sempre più gravemente impattando sul commercio.”

“Occorre conoscere per agire, e soprattutto per reagire – ha ricordato Andrea Censi, Consigliere provinciale Delegato alla Statistica – Il rapporto sul mercato del lavoro provinciale si presenta in un nuovo formato, per rispondere proprio alle esigenze di una maggiore tempestività nel rilascio delle informazioni e per fornire, nelle prossime settimane, nuovi approfondimenti a livello territoriale, al servizio dei Comuni. Occorre anche ripartire dai territori per far riprendere il sentiero dello sviluppo alla comunità provinciale.”

Dal rapporto, redatto da Pier Giacomo Ghirardini e Monica Pellinghelli dell’OML, emerge che in Provincia di Parma il complesso delle assunzioni è cresciuto su base annua del 4,2%, mentre nel 2013 si registrava ancora una flessione (-1,6%); però le cessazioni dei rapporti di lavoro hanno conosciuto un incremento ancor più consistente (5,5%), determinando una perdita complessiva di rapporti di lavoro alle dipendenze, pari a 2.182 unità.
La notevole crescita delle cessazioni dei rapporti di lavoro fa il paio con la rilevante crescita dei licenziamenti attuati in forma collettiva avvenuta nel 2014 (del 66,6% su base annua), come esito finale di numerose crisi aziendali, una volta esauritasi la copertura degli ammortizzatori sociali (le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni sono infatti diminuite del 19,4%).

Se le «code» delle precedenti fasi recessive hanno gonfiato le cessazioni dei rapporti di lavoro, il ritardo della ripresa a livello nazionale, insieme agli straordinari effetti del maltempo e dell’alluvione del 13 ottobre a livello locale, hanno pesantemente influito sulla seconda metà dell’anno, dove si è realizzato un peggioramento inatteso per le assunzioni che è stato particolarmente accentuato nel quarto trimestre 2014, dove sono tornate a diminuire del 3,4% in termini congiunturali e del 6,5% in quelli tendenziali.

Nel 2014 si sono persi 2.182 posti di lavoro alle dipendenze, di cui 108 in agricoltura, 365 nelle attività manifatturiere, 725 nelle costruzioni, 25 nelle restanti attività industriali, 451 nel commercio, 426 negli alberghi ristoranti e 82 nelle altre attività dei servizi. Emerge la novità negativa della consistente perdita di posti di lavoro nel commercio, dove il calo delle vendite al dettaglio ha recentemente raggiunto gli ipermercati e i supermercati.

Il segnale più positivo, in un contesto oggettivamente così difficile, è dato dal fatto che le assunzioni nelle attività manifatturiere hanno continuato a crescere anche nel quarto trimestre 2014, con un aumento congiunturale del 2,6% e tendenziale del 15,0%. Una prima ripresa dell’occupazione dipendente nelle attività manifatturiere potrebbe verificarsi nei prossimi mesi se le assunzioni nei comparti maggiormente aperti all’export, quali quello della meccanica strumentale (impiantistica alimentare), dell’industria alimentare e dell’industria farmaceutica arriveranno a compensare in modo più sistematico le cessazioni dei rapporti di lavoro. Per le attività manifatturiere la perdita dei posti di lavoro avvenuta nel 2014 è stata comunque inferiore a quella registrata nel 2013.

Il rapporto OML 2014 riporta anche le nuove stime Istat sulle forze di lavoro 2014, che hanno subito una revisione per effetto di una ricostruzione delle basi di dati relative alla popolazione statistica, e di conseguenza hanno un poco ridimensionato i dati ufficiali sulla disoccupazione anche per la nostra provincia: le persone in cerca di occupazione sarebbero 15 mila, di cui 7 mila maschi e 8 mila femmine; il tasso di disoccupazione totale viene oggi stimato al 7,1% (6,0% quello maschile e 8,5% quello femminile), inferiore al tasso di disoccupazione regionale (8,3%) e a quello nazionale (12,7%).

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) risulta ancora elevato (23,6%) anche se notevolmente inferiore alla media emiliano-romagnola (34,9%) e, soprattutto, a quella italiana (42,7%). Ciò è dovuto al fatto, secondo gli analisti del mercato del lavoro provinciale, che le assunzioni per i giovani non sono ancora ripartite: nel 2014 infatti sono cresciute solo del 2,6% contro una media del 4,2%. La passata esperienza insegna però che in presenza di una effettiva ripresa esse saranno le prime a ripartire in modo più significativo.
Vanno in questa direzione anche i dati di forniti dai Centri per l’Impiego della Provincia su Garanzia Giovani: sono un migliaio i giovani che hanno già aderito alla nuova opportunità.
 
Questa aspettativa è confortata dal fatto che nel 2014 il numero degli utenti dei Centri per l’impiego parmense ha smesso di crescere: al 31 dicembre 2014 il numero dei patti di servizio attivi, stipulati a favore dei cittadini disoccupati o precariamente occupati, si è attestato sulle 22.284 unità, su un livello inferiore rispetto ai valori rilevati nella prima metà dell’anno.


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» Ripresa più debole del previsto per il mercato del lavoro nel Parmense nel primo trimestre 2014
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(da notizie.parma) - ultimo aggiornamento 18 luglio 2014

data di creazione: 12/03/2015
data di modifica: 12/03/2015
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Ghirardini e Vescovi ad alta

Il comunicato stampa

Il rapporto 2014 completo

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