La Provincia sostiene l’iniziativa un "Pane per la pace", che si terrà mercoledì 1 giugno a Betania, nella periferia di Gerusalemme. Cinquanta donne istraeliane passeranno il muro per andare a fare il pane insieme ad altrettante donne palestinesi. L’iniziativa è il risultato della tenacia di due donne che la provincia di Parma ha ospitato di recente, nell’ambito delle iniziative dell’8 marzo: Samar e Angelica.
“La loro è la storia di un’amicizia radicata nella voglia di pace – spiega il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli – che vogliamo sostenere nella convinzione che solo attraverso l’impegno personale sia possibile superare le tante difficoltà che ostacolano in quella terra la convivenza tra israeliani ed ebrei e ovunque nel mondo l’integrazione tra persone provenienti da storie, religioni e tradizioni differenti”.
Angelica è un’ebrea nata a Roma, ha 50 anni, estroversa, insegna teatro a ragazzi arabi e ebrei, vive in un kibbutz dell’Alta Galilea, al confine fra il Libano e la Siria. Samar ha 47 anni, è palestinese, e dirige la casa di accoglienza per bambini palestinesi “Jilil Amal” a Betania, un villaggio alla periferia di Gerusalemme dove ha aperto una casa-famiglia per giovani in difficoltà. È un’araba cristiana.
Angelica e Samar si sono incontrate anni fa, riconoscendosi subito "sorelle" anche se tutto le divide, la religione, l’origine, un profondo conflitto tra i loro due popoli, ora separati da un muro. Insieme hanno dato vita a iniziative di dialogo e convivenza, hanno portato la loro storia e il loro impegno per la pace anche fuori dalla loro terra. Samar e Angelica sono candidate al premio nobel 2005 per la pace. La Provincia ha aderito con un contributo di 1.500 euro.