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Progetto "LIFE Optiman" per la qualità dell’acqua
Ottimizzare la gestione dell’azoto; il progetto è stato presentato venerdì 10 dicembre.

Venerdì 10 dicembre, in sala giunta della Provincia (p.le della Pace 1) si è svolta la conferenza stampa di presentazione del progetto “LIFE Optiman”.

Alla conferenza sono intervenuti: il vice presidente con delega all’Agricoltura Pierluigi Ferrari, il dirigente del servizio Agricoltura, Franco Ghiretti e Marco Ligabue del C.R.P.A. (Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio Emilia), coordinatore e responsabile del progetto.

Ottimizzare la gestione dell’azoto per il miglioramento e la conservazione della qualità dell’acqua: è questo l’obiettivo principale del progetto Life Optiman che vuole verificare il contributo delle principali pratiche agricole all’inquinamento da nitrati delle falde acquifere e favorire l’applicazione di pratiche agricole sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Il Progetto LIFE OptiMa-N rappresenta la prosecuzione e anche un approfondimento del progetto regionale GETRAMIN (Genesi, Trasposto e Migrazione dei Nitrati nel suolo) che vide coinvolte le province di Parma, Reggio Emilia e Modena per due trienni (1997-1999 e 2000-2002) e fu poi proseguito, per il solo territorio di Parma, negli anni 2003 e 2004 con fondi del servizio provinciale Agricoltura.
Il progetto OptiMa-N, elaborato dal C.R.P.A. (Centro Ricerche Produzioni Animali) di Reggio Emilia, ha ottenuto nel giugno 2004 il finanziamento comunitario LIFE Ambiente, a seguito di una candidatura inoltrata alla Commissione Europea nell’autunno del 2003.

Le attività di monitoraggio e sperimentazione hanno avuto inizio nell’ottobre del 2004 ed avranno termine nel settembre 2007. Saranno condotte dallo stesso C.R.P.A., in collaborazione con l’Università Cattolica Sacro Cuore di Piacenza e l’Azienda Agraria Sperimentale Stuard. Il costo complessivo per il triennio di attività è di 754.212 euro di cui quasi il 50% finanziati con i fondi comunitari LIFE Ambiente (321.700 euro). La rimanente quota è sostenuta da vari partner co-finanziatori: Regione Emilia Romagna, CRPA, Provincia di Parma, Provincia di Modena, Provincia di Reggio Emilia, ASCAA Spa, AGAC Spa, META Spa e Azienda Stuard. L’impegno finanziario della Provincia di Parma è di  50.745 euro nell’arco del triennio.

Oltre agli obiettivi generali (verificare il contributo delle principali pratiche agricole all’inquinamento da nitrati delle falde acquifere e favorire l’applicazione di pratiche agricole sostenibili, dal punto di vista ambientale e economico) sono stati individuati una serie di obiettivi specifici:

- verificare il metodo del bilancio semplificato, utilizzato dai tecnici per la formulazione del consiglio di concimazione agli agricoltori, nelle condizioni reali di campagna;
- ottimizzare l’utilizzazione delle risorse di azoto in agricoltura, sviluppando sistemi che mettano in grado gli agricoltori di bilanciare gli obiettivi aziendali di produzione e di salvaguardia ambientale;
- favorire una maggiore consapevolezza e sensibilità degli agricoltori nei confronti degli effetti sull’ambiente delle pratiche agronomiche;
- attivare una rete di monitoraggio per la produzione di dati sulla presenza di nitrati nel terreno in diversi momenti e colture e trasferimento dei dati in tempo reale ai tecnici, per la formulazione del consiglio di concimazione.

Per il raggiungimento degli obiettivi saranno impostate prove dimostrative su ampie superfici presso aziende zootecniche rappresentative dell’area di produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano che consentiranno di verificare le dinamiche dei nitrati nel terreno in funzione delle rotazioni colturali e delle pratiche agronomiche di concimazione organica. Le aziende agricole che prenderanno parte al progetto (6 per Provincia) avranno la funzione di “farmers’ leaders”, ovvero svolgeranno un ruolo di riferimento per le altre aziende nella diffusione delle migliori pratiche di gestione dell’azoto. Nell’Azienda agricola Cotti di Pilastro di Langhirano sarà inoltre proseguita l’attività di monitoraggio della percolazione dei nitrati dal terreno alle acque di falda sfruttando il campo attrezzato realizzato nel 2002 con il progetto GETRAMIN. Il campo è dotato di batterie di lisimetri, piezometri e tensiometri con i quali è possibile esaminare la qualità delle acque nel terreno a varie profondità. La stessa Azienda sarà oggetto di uno studio approfondito per indirizzare l’utilizzazione dell’azoto aziendale verso la piena sostenibilità ambientale.

Nel corso dei tre anni i risultati del progetto saranno discussi assieme ad un gruppo di esperti internazionali (5 membri), in un forum su Internet e in incontri a cadenza annuale. Si effettueranno convegni e seminari tecnici (a livello locale, nazionale e internazionale) e si pubblicheranno i risultati del monitoraggio, al fine di dare la massima diffusione ai risultati. Sarà condotta attività di dimostrazione presso i “farmers’ leaders”; saranno inoltre coinvolti numerosi tecnici e agricoltori per monitorare la ricaduta del progetto e verificare la potenziale applicabilità dei risultati dopo il termine dell’attività. I dati di contenuto dei nitrati nel suolo saranno elaborati per ottenere una stima della loro evoluzione nel breve periodo. Le informazioni ottenute saranno utilizzate in un’applicazione Internet che consentirà ai tecnici di formulare i consigli di concimazione, basati sui dati reali di campo

In sintesi i risultati che ci si aspetta dal progetto sono i seguenti:

- maggior consapevolezza dei tecnici e degli agricoltori per quanto riguarda gli effetti delle pratiche agricole sulla qualità dell’ambiente, in particolare per l’inquinamento da nitrati delle acque idropotabili;
- ottimizzazione e razionalizzazione delle pratiche di fertilizzazione minerale e di distribuzione dei reflui zootecnici;
- diminuito contributo delle pratiche agricole, in particolare degli apporti azotati in forma minerale e organica, alla presenza di nitrati nelle acque di falda;
- diminuzione dei costi di potabilizzazione delle acque con elevati livelli di nitrati;
- vantaggi economici a livello aziendale legati alla ottimizzazione dell’uso dell’azoto.

Pagine correlate:

» OptiMa-N, un progetto a difesa dell'acqua nel suolo
(da Provincia di Parma) - ultimo aggiornamento 29 luglio 2009

fonte: Ufficio stampa Provincia di Parma
data di creazione: 09/12/2004
data di modifica: 10/12/2004
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