Sistema integrato di gestione per il comparto rifiuti urbani e massima diffusione delle tecnologie di recupero e riciclo per quelli speciali: sono le azioni proposte dalla Provincia di Parma in base al Documento preliminare del Piano provinciale per la gestione dei rifiuti (PPGR), presentato questa mattina a Parma.
La presentazione precede di qualche giorno l’avvio della fase di concertazione istituzionale prevista dalla normativa regionale: il presidente della Provincia di Parma, Andrea Borri, ha infatti convocato per lunedì, 24 febbraio, alle 10 - presso la sede della Provincia - la prima seduta della Conferenza di pianificazione, istituto previsto dalla legge regionale 20/2000 per promuovere un confronto diretto con gli enti pubblici territoriali e le altre amministrazioni interessate dalle previsioni del piano (Regione Emilia Romagna, Province di Piacenza e Reggio Emilia, Comuni e Comunità Montane della provincia di Parma, Agenzia d’ambito per i servizi pubblici, Parchi e riserve naturali, ARPA e AUSL).
Il Documento preliminare del PPGR rappresenta un ulteriore passo verso la definizione di un nuovo quadro programmatorio per il settore rifiuti. Sviluppando i contenuti già inseriti nel PTCP (piano territoriale di coordinamento provinciale) e i contributi raccolti durante il percorso di Agenda 21, effettuato nei mesi scorsi, il Documento preliminare - approvato dalla Giunta Provinciale il 19 dicembre scorso - identifica gli obiettivi che si intendono perseguire con il nuovo piano e le relative scelte strategiche.
Lo sguardo è rivolto sia al comparto dei rifiuti urbani che a quello degli speciali (gli scarti generati dalle attività produttive e di servizio), pur con i diversi livelli di approfondimento previsti dalla normativa di settore. Per il comparto rifiuti urbani si prefigura così un sistema integrato di gestione, improntato prioritariamente al riutilizzo e al recupero di materiali e basato su un forte impulso alla raccolta differenziata (obiettivo a regime 56% a livello di ambito provinciale) e moderni impianti di trattamento/valorizzazione. Viene in pratica proposto un sistema, coerente che consenta effettivamente di attribuire funzione residuale alle discariche sia in termini quantitativi che qualitativi, essendo destinate prevalentemente al conferimento degli scarti derivanti dalle operazioni di trattamento dei rifiuti.
Per il comparto rifiuti speciali, invece, la cui gestione è affidata dalla normativa alla piena responsabilità dei produttori con limiti precisi all’attività di regolazione pubblica, sono proposte azioni che consentano di promuovere la massima diffusione delle tecnologie di recupero e riciclo.
“L’obiettivo è portare avanti azioni di governo costanti e coordinate – ha sottolineato il presidente della Provincia Andrea Borri – Per questo, abbiamo puntato su un sistema in cui tutto sia promosso attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti (istituzionali e della società civile) che possono e devono fare qualcosa sul tema”.
L’obiettivo per il 2012 è una raccolta differenziata pari al 56% a livello provinciale (oggi è di poco superiore al 20%), con una necessità di smaltimento inferiore ai 300 kg/pro capite all’anno (oggi è superiore ai 400 kg/abitante/anno).
“Si tratta di proposte ambiziose ma non velleitarie – ha proseguito l’assessore provinciale alla Tutela dell’Ambiente Ovidio Bussolati – dato che già oggi le migliori esperienze provinciali non sono lontane da questi obiettivi. Inoltre politiche ambientali moderne e condivise sono essenziali per collaborare su un piede di parità con altre realtà provinciali, stabilendo non solo sinergie economiche e finanziarie ma, soprattutto, condivisi obiettivi di qualità di vita”.
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