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“Lavorare in rete è una ricchezza”
Giuseppe Romanini riflette sui programmi realizzati nel corso del mandato negli ambiti delle sue deleghe: scuola, cultura e patrimonio

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E’ dal valore della Provincia che comincia il ragionamento di Giuseppe Romanini mentre ripercorre i cinque anni alla guida degli assessorati alla Cultura, Politiche e Edilizia scolastica e Patrimonio. Una esperienza compiuta dopo aver fatto per dieci anni il sindaco di Collecchio e che definisce “molto arricchente e di crescita personale ”
“Mi ha permesso di allargare l’orizzonte, di arricchire la rete di contatti. Mi ha fatto capire meglio quale effettivamente fosse la vocazione e il ruolo di questa amministrazione e che è fondamentalmente uno: la coesione territoriale a partire da una funzione della Provincia che gli è propria e che probabilmente sarà insostituibile, portare avanti il riequilibrio territoriale sostenendo i territori più ai margini che però vivono di una specificità che è un valore anche per tutti gli altri”.

In che modo questa funzione si rispecchia nell’attività portata avanti in questi anni?
“Un po’ tutto quello che riguarda scuola e cultura ha avuto questo fra gli obiettivi prioritari. Penso a progetti specifici dedicati come “Scuola @Appennino” che ha portato le nuove tecnologie nelle piccole scuole montagna. Nella cultura la possibilità, attraverso un lavoro di rete, di far partecipare le piccole biblioteche a un sistema potentissimo attraverso il polo e il prestito interbibliotecario”.

Ci sono delle iniziative che le sono particolarmente care per significato e raggiungimento degli obiettivi che si era prefissato?
“Sicuramente la creazione del Sistema dei musei: un insieme di 62 musei, da quelli del territorio a quelli nazionali, che in questo passaggio di riforma amministrativa abbiamo bisogno di trasmettere come impegno al territorio, a quelli che verranno. Nella scuola voglio citare gli Istituti tecnico scientifici e i poli tecnico professionali, una novità che ha la caratteristica finalmente di mettere assieme con proposte concrete il sistema scolastico con il mondo economico di questa provincia”.

Quanto ha pesato nel suo lavoro la progressiva assenza di risorse?
“Molto, soprattutto su temi che forse sono considerati un po’ secondari, cioè non tanto i servizi culturali ma le attività come lo spettacolo dal vivo. I tagli hanno pesato ma va sottolineata la grande capacità che credo abbiamo avuto di sostituire le risorse con le idee e di cercare finanziamenti dove c’erano e questo ci ha permesso in 5 anni di contribuire alla realizzazione di festival e rassegne stabili, contenute nel nostro cartellone di Estate fuori città, i teatri e il lavoro fatto da associazioni culturali e enti locali come la Notte delle pievi che si ripeterà anche quest’anno”.

Edilizia scolastica: a che punto siamo?
“Abbiamo destinato risorse cospicue per la messa in sicurezza, adeguamento sismico e abbattimento delle barriere architettoniche del patrimonio edilizio. Nelle scuole superiori e nelle palestre, in tutti gli edifici scolastici di competenza della Provincia non c'è più un metro quadrato di cemento amianto. Insomma un lavoro costante che ci ha permesso di rimanere nei livelli alti delle graduatorie sulla qualità dell’edilizia scolastica, e di dare risposte alla popolazione studentesca”.

Tanti nuovi studenti stranieri: problema o risorsa?
“La presenza dei nuovi arrivi, che alla lunga saranno una risorsa del Paese, hanno posto anche tanti nuovi problemi alla scuola, ai quali abbiamo cercato di dare risposte con una progettualità mirata in particolare all’insegnamento dell’italiano e con strumenti di sostegno al diritto allo studio”.

Dal punto di vista culturale come vede posizionato il territorio?
“L’offerta è cresciuta molto per opera di diversi soggetti e il territorio oggi è più ricco e di una ricchezza diffusa. La Provincia si è impegnata sulla parte dei servizi, in una visione della cultura come permanenza, dando stabilità a strutture come archivi, musei, biblioteche e questo deve essere mantenuto dai comuni che ci subentreranno”.

Com’era questo territorio quando ha iniziato la sua esperienza e come lo lascia oggi
"Vedo una maggiore consapevolezza e la capacità di lavorare in rete, lo dico per la scuola ma anche nella cultura ambiti in cui ci sono comunità che si muovono su obiettivi condivisi e questa è una ricchezza”.

Cosa avrebbe voluto fare ma non è stato possibile?
“Probabilmente tante, ma cito il nuovo Bocchialini già localizzato e progettato ma che per problemi legati ai vincoli del patto di stabilità non abbiamo potuto realizzare. Auspico che quello che il governo sta annunciando sulle scuole lo renda un progetto fattibile”.

Un merito che attribuisce al lavoro suo e dei suoi collaboratori
“Abbiamo iniziato a coinvolgere le imprese, il mondo economico, nel percorso sulla formazione dei giovani,penso al coinvolgimento nei comitati tecnico-scientifici delle scuole tecnico professionali delle più grandi imprese di questo territorio. Poi l’adozione di un approccio nella programmazione dell’offerta e della rete formativa basato sui dati e sul riscontro sugli stessi,, una conoscenza utile sia per la prevenzione della dispersione scolastica sia per gli indirizzi”.

Tre aggettivi per definire le persone con cui ha lavorato
“Preparate sotto il profilo professionale, rigorose e orientate agli obiettivi, l’esatto contrario del luogo comune dei dipendenti pubblici”.

Cosa porta con sé?
“La conoscenza di un territorio e di una comunità coesa. La provincia di Parma non è una invenzione amministrativa è una comunità con una sua storia e identità di cui è consapevole e non a caso ha dato vita a un sistema economico che questa storia e peculiarità ha messo a valore”

Che cosa le mancherà di più?
“L’amministrare, il confrontarsi tutti i giorni con i problemi, che è una esperienza umana e personale formativa e bellissima, lo era quella del sindaco lo è stata altrettanto questa”.

Che consigli dà a chi verrà?
“C’è un rischio enorme nella trasformazione delle Province in enti di 2° grado partecipati dai comuni: perdere quella funzione che veniva esercitata di riequilibrio del territorio. Il richiamo è dunque alla responsabilità, a non buttare via l’esperienza delle Province. Auspico che i territori comincino in modo autonomo a lavorare in rete, perché soprattutto sulle politiche culturali se non fai così, è alto il rischio che ciò che è stato realizzato sia vanificato”.

 

 


data di creazione: 18/06/2014
data di modifica: 20/06/2014
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immagini:


2010 - Protocollo integrazione alunni con disabilità (74Kb)


2010 - Presentazione Estate fuori città (111Kb)


2010 - Sopralluogo a San Liborio (190Kb)


2011 - Impianto fotovoltaico all'Itis e al Bertolucci (375Kb)


2011 - Con gli studenti che hanno ottenuto certificazione italiano L2 (176Kb)


2011 - Presentazione Tutti matti per Colorno (300Kb)


2011 - Intitolazione del Liceo Bertolucci (51Kb)


2012 - Con i rappresentanti del Sistema dei musei (119Kb)


2012 - Inizio anno scolastico al Rondani (91Kb)


2012 - Sopralluogo alla Reggia di Colorno (231Kb)


2012 - Con i dirigenti scolastici (100Kb)


2013 - Inaugurazione Liceo musicale (78Kb)


2014 - Alla mostra Perdite dimenticate (77Kb)

allegati:

L'intervista

La relazione di fine mandato

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