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notizie.parma 09/09/2010
Recupero di alcune razze avicole della regione Emilia-Romagna
Una ricerca finanziata dalla Provincia e realizzata dall’Università degli Studi di Parma.
POLLO MODENESE
Descritto già dagli inizi del secolo scorso (Mazzon, 1932), non è una razza primitiva, poiché sembra che derivi da incrocio, e successivo meticciamento, fra le razze Livorno dorata, Livorno bianca e Megiarola; è caratterizzata dalla presenza di soggetti di taglia medio-grande (peso vivo nel maschio kg 2,5-3,2, nella femmina kg 1,9-2,6) con livrea dorata frumento o dorata frumento blu. Produce uova a guscio bianco, con peso medio attorno a 50-55 g.
POLLO ROMAGNOLO
Il pollo Romagnolo è invece una razza primitiva di pollo, piuttosto uniforme nei caratteri, di taglia un poco sotto la media, definita già da Trevisani (1936) come il “tipo perfetto della gallina di fattoria e per i campi estesi”. E’ caratterizzata da una cresta semplice di grandezza media, diritta nel gallo e piegata nella gallina, di colorito rosso intenso, tessitura fine senza presenza di granulazioni. I bargigli sono alquanto sviluppati, gli orecchioni di forma ovale, piccoli, colore crema chiari, lisci, talvolta ombreggiati di blu specie nei soggetti giovani. La pelle varia di colore e può essere gialla o bianca. I tarsi variano dal giallo puro al giallo maculato, al verdognolo ed al totalmente scuro. La livrea è alquanto varia, come dimostrato anche dalle poche foto dell’epoca, ma sono comuni il mantello argentato, il grigio “argento fiocchi neri”, il rosso dorato "oro fiocchi neri", il bianco e il perniciato. Il peso del gallo va dai 2,0 ai 2,5 kg, quello della gallina è di circa 2,0 kg. Il pollo Romagnolo è considerato particolarmente robusto e con un comportamento “selvatico” che lo spinge, avendone la possibilità, a passare la notte sui rami degli alberi, piuttosto che nel pollaio; la fetazione media annuale raggiunge le 150 uova del peso medio di 55 g. Questa razza fu oggetto di selezione sia presso la Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo, sia presso l’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura di Ravenna, che ottenne gruppi omogenei di varietà dorata e grigia. Il pollo Romagnolo, a causa della localizzazione geografica del suo allevamento in zone votate all’allevamento avicolo di tipo industriale, subì nel secolo scorso numerosi incroci e venne gradualmente sostituito nelle zone di origine con razze più precoci e produttive.
TACCHINO DI PARMA E PIACENZA
Descritto già in testi di Avicoltura della metà del secolo scorso (Vecchi A., 1944; Cornoldi G., 1965), è una razza rappresentata da soggetti di taglia alquanto più grossa rispetto ad altri tacchini locali e con piumaggio per lo più grigiastro, privo di riflessi cangianti, e quindi non suscettibile ad essere confuso con il tacchino di colorazione Bronzata, tipico degli allevamenti industriali. La pelle del tacchino di Parma e Piacenza è di un color bianco intenso, tanto da rappresentare un parametro di distinzione delle carcasse con quelle del tacchino di Romagna, dotato invece di pelle giallastra.
Dopo la segnalazione di alcuni capi nella zona collinare di Piacenza, prontamente recuperati e riprodotti, altri animali sono stati reperiti in periodi successivi nella zona di Parma.
Attualmente la popolazione ammonta a non più di cinquanta soggetti adulti, per cui al momento l’azione di salvaguardia non può sicuramente considerarsi conclusa.
Grazie all’interessamento della Provincia di Parma si è avviata in questi ultimi tre anni la reintroduzione di queste razze sul territorio provinciale, attraverso la fornitura di uova o pulcini agli allevatori che ne hanno fatto richiesta.
L’obiettivo è quello di arrivare in breve ad un nucleo di “allevatori custodi” che garantiscano la sopravvivenza delle razze ed anche una loro valorizzazione economica.
Il numero delle uova e dei soggetti distribuiti a quanti ne hanno fatto richiesta è stato, a partire dal 2003 e fino ad oggi, pari a oltre 1000 uova e 2000 fra pulcini e tacchinotti, a dimostrazione dell’interesse reale che l’iniziativa suscita in quanti sono coinvolti, a vario titolo (allevatori, ristoratori, titolari di attività di agriturismo e fattorie didattiche, semplici appassionati, ecc.) nell’allevamento delle specie da cortile. Va poi notato che, a seguito del lavoro svolto, anche le istituzioni delle zone di origine hanno manifestato interesse: ad esempio, il pollo Romagnolo, salvato dal pericolo di estinzione a Parma è stato reintrodotto nella sua zona di origine, dove gode attualmente di un particolare interesse, legato al suo utilizzo nella ristorazione.